
una macchia d'olio
Preso dai mille e cinquecento pensieri ( non sei un bravo compagno, non sei un bravo professionista, non sei un bravo figlio, non sei un bravo giocatore, e così ad libitum ) ho deciso di combattere la mia innata pigrizia domenicale, di rinunciare in maniera del tutto spontanea alla pennichella del dopo pranzo ( che poi se si può chiamare pranzo un petto di pollo alla piastra con radicchio….) per saltare in sella alla mia bella e andare a prendere un caffè nei verdi campi di quel dì di “sole coperto a tratti con temperature variabili dai 5° ai 9°” che si sarebbero trasformati in -1°/0° durante il tragitto da punto A ————————————————–a punto B.
Oltre ad aver pagato un caffè € 1,50 ( un furto ), mi sono imbattuto nella pubblicità di tale nuova serie televisiva intitolata Glee.
Ad essere sincero, non ho mai visto una sola puntanta di questa nuova serie televisiva: mi è bastato sapere che la Valeria Marini si sentiva anch’essa Glee per farmi desiderare con tutte le mie forze un’azione kamikaze di qualche sfigato che piazza una bomba di antrace sul set, che esplodendo uccide all’istante gli attori, e infetta mortalmente lo staff esecutivo e produttivo.
Nella mia lista nera erano finiti anche Cougar Town e Kylie XYZ (la cui fine è stata decretata dal popolo della rete per manifesta stupidità), mi beavo del fatto poi che Sex & the City fosse stato universalmente riconosciuto come una serie sopravvalutata ( grazie Lew Rockwell) e considerato che il livello di cinismo progressista in tv veniva mantenuto a livelli di guardia dai simpsons, griffin e american dad , non avevo altro a cui pensare se non mandare una mail di insulti ad Obama.
Ma siccome ogni storia bella deve finire, eccomi travolto da una banda di sfigati che ammorbano la (mia) tv con quella loro sigletta di merda; su youtube girava un video di un ragazzino che per poterla cantare si cacciava un palo in culo…….
Tutto questo veniva pensato mentre maledicevo il bar che mi aveva derubato per un caffè (senza bicchiere d’acqua). E siccome sono uno che si vanta del suo multitasking (respirare, pensare, camminare e parlare tenendo in mano qualcosa mentre ne osservo un’altra) ho potuto notare con amorevole spregio un gruppo di miei consanguinei (per marca) motociclisti: mi fecero ricordare di quella volta ( prima e ultima ) che partecipai ad un raduno di un forum dove ero (e sono) iscritto: l’inizio di questa grande festa si preannunciava, come in ogni tragedia, grandiosa, grandi parole, grandi slogan, tanta simpatia, trecento partecipanti ( che si riduranno a circa trenta ).
Segno la data sul calendario, lucido la moto. Sono pronto ? Sono carico ?, SI!!!!!!
Appena arrivai, la mia mente incominciò a registrare tutti i segnali che dentro di me fecero maturare la certezza che un pomeriggio di relax si sarebbe trasformato in una tragedia fantozziana.
Prima delusione: mi trovo davanti gente più chiusa di un guscio, parlano solo tra loro e nonostante porti i colori del club, vengo lasciato da solo al mio triste destino (possibilità di farsi nuovi amici)
Seconda delusione: l’organizzazione è davvero penosa, non ci sta un accoglienza, non ci stanno i cartellini con i nomi, non ci sta neppure il posto dove incontrarsi (scoprirò dopo che aprirà solo nel primo pomeriggio).
La parte migliore del programma salta all’ultimo secondo perché non erano stati presi gli accordi in maniera corretta.
Terza delusione: in moto eravamo andati in 3, tutti quanti gli altri erano arrivati con la macchina.
Quarta delusione: mi trovo con un gruppo di sfigati che parlano di come si deve posizionare il logo della moto, e commentano delle variazioni sul tema logo negli ultimi 50 anni. Riescono pure a litigare tra di loro.
Quinta delusione: tempo di merda, incomincia a piovigginare (non sale purtroppo) e io ancora mi devo fare altri 70 km di statale per rientrare e sono con l’attrezzatura estiva visto che ancora siamo a Settembre.
Sesta delusione: quando qualcuno si presenta come organizzatore è per chiedere 35 € della cena, che io verso ligio.
Viene a galla la totale assenza di umorismo. Mi spiego: nel forum si parlava del costa della cena per gli associati ( venticinque euri) e del costo della cena per i puzzoni ( ovvero non associati ) trentacinque euri.
Mi presento, come da invito al tavolo della registrazione: sono tizio e caio della lista puzzoni.
La presidentessa di sto gruppo mi guarda con la faccia da ebete e mi dice “ma non ci sta nessun puzzoni in lista”……..mi sorge il sospetto che questa giornata sia un modo come un altro per far quadrare il bilancio familiare.
Torniamo con la camera a zoomare sul gruppo degli sfigati. Uno si vanta di bere come una spugna, un altro di poter ballare tutta la notte: ci sono 26 uomini, 4 donne (spose di 4 dei prima citati uomini), 3 bambini, il proprietario del negozio che ci ospita, uno ingessato ( che magari porta pure sfiga ).
Faccio una rapida rassegna mentale degli ipotetici scenari: passo dall’ammucchiata selvaggia di 26 uomini sbronzatisi a morte mentre le donne assistono sconsolate alla scena cercando migliore compagnia nei camerieri, sino ad arrivare ad una cena tipo matrimonio.
Ad un certo punto si presenta una tipa che non solo è l’unica donna in età da marito ma è pure single del gruppo e fa la simpatica.
Orpopello !
Mentre cerco di asciugare i sigari seduto sotto una tettoia, vengo travolto da un onda di testosterone con tale impeto che temo di poter rimanere incinto.
Nel frattempo le lancette fanno il loro sporco mestiere mentre io aspetto l’ora di cena per poter mangiare e levarmi definitivamente dalle palle.
Ma come sanno tutti, quando il diavolo ci si mette fa pentole e pentoloni: il luogo della cena si trova in un posto arroccato in cima ad una collina, manco fosse il Nido dell’ Aquila; aspettare l’ora di cena avvolto dalla noia più dura passi, ma dover andare in una bettola che a detta dell’organizzatore ” si deve stare attenti quando si scende con la moto perché è molto ripido, non ci sono i parapetti sulla strada e l’asfalto è ghiacciato” [ della serie vi invitiamo ad andare ai nostri moto raduni con il taglia erbe ], per poi trovarmi a dover rifare il percorso del diavolo con moto in spalla a mezzanotte, non mi pareva proprio il caso.
Vi è il crollo su tutta la linea: masticando bestemmie, esco dal negozio che ci ospita senza salutare, passo in mezzo al gruppo dei vegliardi che parla ormai da 3 ore della posizione del logo della moto, aggiro l’isola di infoiati, indosso i guanti ( leggeri perché era settembre ), indosso il casco, metto in moto e prendo strada.
Verrò a sapere in seguito che nessuno si accorse della mia assenza, e di quella di altri due [una coppia perdutasi in auto nel tragitto verso la mangiogna]. Sul forum la serata ( una mangiata con suonata di chitarra finale ) è stata descritta come l’avvenimento clou dell’ ultimo decennio.
E tutto questo lo pensai mentre un tizio con una moto come la mia, ma con donna a carico e cilindrata inferiore cercava di superarmi in curva.
Pace, amore e riposo da un fondo di domenica spesso e opaco come una bottiglia di vetro.