Mi piace il fumo che emana, l’odore che percepisco, i diversi sapori che abbino alle diverse ore della giornata.
Ho conosciuto una volta, tra le montagne di casa mia, un vecchio che riusciva a fumare il suo garibaldi fino a farlo scomparire tutto in un soffio di cenere.
Aveva le dita callose e le labbra scure, quasi nere. Diceva che era la vita.
Quando vuoi fumare un toscano, tutto inizia da un pensiero, da una voglia che si trasforma in azione.
Unisci la fiamma al tuo pezzo e aspiri. Sprizza la prima fiammata, aspiri, via la prima nuvola.
Puoi fumarlo a mò di sigaretta, non accumulerai grandi pezzi di cenere, si surriscalderà il tabacco e la parte finale probabilmente non si potrà fumare (perché tostata).
Si può decidere di fumarlo invece in maniera più calma, allora si avrà un fumo costante. La cenere si accumulerà sopra il sigaro ( non cade come nelle sigarette ) e quando si decide di staccarla viene via compatta lasciando visibile la brace viva. Se l’operazione viene eseguita di sera è un bel vedere.
Beh, poi vi sono altri quattro o cinque modi diversi di fumarlo, ma la parte gustosa arriva sempre verso la fine quando il sapore si concentra in quelle che sono le ultime tirate.
Ci vuole solo abilità ed equilibrio per fumarlo tutto sino alla fine e tutto ciò mi ricorda tanto la vita.
