Se non ti aspetti niente, niente ti aspetterà ( salvo ritardo o ripensamento )

ottobre 13, 2010

Forse vivere è molto più semplice di quanto si voglia immaginare: fatti il tuo, non aspettarti nulla e cerca la tua fine.

Detta così sembra una cosa pure abbastanza lineare…..non possiamo imporre agli altri pensieri o azioni, possiamo aspettarci immaginarci delle scene; magari di cosa avremmo fatto noi.

E quando viene meno questo quadretto che cade tutto e la colpa non è dell’altro, ma della nostra proiezione. Ci si deve solo chiedere cosa ci si aspetta per la nostra vita.

A me manca niente.

Pace, solitudine ed empatia da un colon irritato.

T.

Soli a milano ( e non ci sono luci o calore )

ottobre 9, 2010

solo

 

Non è difficile stare soli a Milano, New York, Enna o dove ti pare.

Tutto passa, e quando ti trovi la sera davanti al sole del tuo monitor che ti fai le domande e cerchi qualcuno a cui dare la colpa. Magari ad esempio si potrebbe iniziare attaccando il lavoro perché questo bastardo quando non ne hai bisogno sta sempre in mezzo ai coglioni e quando lo vorresti magicamente sparisce.

Io odio i fine settimana, li vedo passare via senza alcun senso: correre dietro attività che non completerai mai e che non ti daranno niente se non l’illusione di aver fatto qualcosa.

Balle: se davvero si facesse qualcosa questa cosa te la ritroveresti tra i piedi 365 giorni l’anno + bisestili.

E non ho figli, e non ho amici.

Forse mancano gli amici ogni tanto penso e mi perdo nei ricordi di cosa erano gli amici, di cosa sono stati e di dove sono andati. Meglio così non spiccava nessuno per intelligenza o per coerenza e quei pochi che mi hanno lasciato qualcosa di bello, se la sono portata via con la loro vita.

Non festeggio più da tanti anni, una volta per il mio compleanno avevo liste lunghe come rotoli scotex di desideranda. Poi nulla.
Gli dei hanno accolto la mia richiesta di non voler festeggiare e stare lontano da casa e adesso sono le cose che mi mancano di più.

Sono semplicemente vuoto, come lo spazio infinito che avvolge tutto con una differenza lo spazio lo hanno in qualche modo circoscritto il mio vuoto no.

Ho ucciso le passioni, ho ucciso i miei desideri, mi limito a mangiare e cagare occasionalmente a sperperare risorse di altri e prego la sera di non svegliarmi, ma di andarmene dolcemente.

In silenzio.

Non me ne frega un cazzo di cosa ci sta e se ci sta qualcosa.

Ma non avendo il coraggio di piantarmi una palla in fronte, faccio l’unica cosa che so fare alzare la guardia e menare fintanto ce ne.

Viva la morte mia, viva la gioventù con pace amore ed empatia dal profondo di un colon irritato.

T.

Persone semplici

ottobre 7, 2010

 

Oggi ho avuto modo di confermare che M è proprio una bella persona. Porta avanti un progetto in cui crede da solo con le sue forze, ha mille conoscenze di ogni rango e livello e con tutte si rapporta da pari, ha un bel sorriso e un bello sguardo.

Ha costruito sul terreno dove poggia i piedi e non ha alcun interesse ad apparire.

E’.

Con tutti i suoi difetti, è una bella persona che segue le sue passioni.

“La dignità non consiste nell’avere onori, ma nella coscienza di meritarli”

parola forbita per indicare il gesto di accensione e consumo di un toscano

settembre 23, 2010
un toscano
il mio toscano

Sono un fumatore di Toscano, incallito ma non troppo.

Mi piace il fumo che emana, l’odore che percepisco, i diversi sapori che abbino alle diverse ore della giornata.
Ho conosciuto una volta, tra le montagne di casa mia, un vecchio che riusciva a fumare il suo garibaldi fino a farlo scomparire tutto in un soffio di cenere.
Aveva le dita callose e le labbra scure, quasi nere. Diceva che era la vita.
Quando vuoi fumare un toscano, tutto inizia da un pensiero, da una voglia che si trasforma in azione.
Unisci la fiamma al tuo pezzo e aspiri. Sprizza la prima fiammata, aspiri, via la prima nuvola.
Puoi fumarlo a mò di sigaretta, non accumulerai grandi pezzi di cenere, si surriscalderà il tabacco e la parte finale probabilmente non si potrà fumare (perché tostata).
Si può decidere di fumarlo invece in maniera più calma, allora si avrà un fumo costante. La cenere si accumulerà sopra il sigaro ( non cade come nelle sigarette ) e quando si decide di staccarla viene via compatta lasciando visibile la brace viva. Se l’operazione viene eseguita di sera è un bel vedere.
Beh, poi vi sono altri quattro o cinque modi diversi di fumarlo, ma la parte gustosa arriva sempre verso la fine quando il sapore si concentra in quelle che sono le ultime tirate.
Ci vuole solo abilità ed equilibrio per fumarlo tutto sino alla fine e tutto ciò mi ricorda tanto la vita.

Una giornata fottutamente bella

settembre 17, 2010

E’ così che vedo oggi il cielo.

Dopo le mazzate torna sempre il livido. Dopo la pioggia spunta il sole. Un cazzo di sole caldo caldo.

Sento la rabbia montare dentro, l’odio indiscriminato sale e monta dentro di me e più monta e più sento tornare l’energia che si trasforma in forza. Perché ci sta chi la forza la trova nell’amore, chi nella passione.

Io amo lo scontro, il conflitto la competizione e niente mi fa sentire più vivo di questo.

Amo la pace perché conosco la guerra da cui deriva.

Pace, amore ed empatia.

Commento critico e criptico sul film The Road

agosto 31, 2010

ma manca quella gran patata della CharlizeHo visto l’altro giorno il tanto atteso The Road ( io arrivo sempre con qualche giorno di ritardo !! ).

Mi aspettavo di poter vedere un ora abbondante della mia adorata Charlize, quando alla fine del film ho dovuto prendere atto che:

1.  In tutto il film Charlize apparirà si e no 10 minuti, e solo per dire che

 sub 1. Il marito è uno stronzo

sub 2. Non ha voglia di vivere in quel casino

sub 3. Del bambino non gli frega una mazza.

Anzi sinceramente sto bambino sta un poco sul culo pure al padre che nelle tre occasioni di pericolo ha cercato di ammazzarlo (lo faccio per il tuo bene, non fa male, non ti preoccupare…….).

Non solo: il babbo in questione doveva avere qualche disturbo serio visto che:

1. prova continuatamente ad uccidere il figlio

2.su 4 incontri 2 sono con cannibali e 2 con morti di fame che avrebbe voluto uccidere

3.e’ sempre sul punto di morire di fame.

La svolta di questa epopea arriva alla fine quando finalmente il babbo cazzone muore e il bimbo viene soccorso, adottato (forse mangiato chissà) da un tizio che sicuramente è più dritto del suo defunto babbo visto che:

1. se ne va in giro con un fucile carico e pure con qualche munizione extra

2. mantiene una moglie due figli e un cane

3.non sembra voler accoppare il bimbo che però è già squilibrato come (furono) madre e padre.

Detto ciò sul film qualche richiamo: a mio avviso il film è ispirato chiaramente alla saga The Walking Death ( il figlio che si prende cura del babbo ferito, gli antibiotici, i cannibali……) solo che è molto deludente lascia qualche spunto di curiosità ( cosa è successo, dove stanno tutti…..)

P:S:

Il film è sponsorizzato dalla Coca Cola visto che la prima cosa confezionata che trovano è una lattina della famosa bibita (che dovrebbe essere scaduta almeno da un paio d’anni) e che riesce a far ruttare il marmocchio ( per esperienza diretta la Coca Cola scaduta da 3 mesi è solo una brodaglia appiccicosa e zuccherata bah…)

Pace.

Ho fatto un sogno.

agosto 31, 2010

Ho fatto un sogno di quelli che ti lasciano con quelle sfumature di dolce malinconia, una via di mezzo tra un film che adesso non ricordo come si chiama…..(ah si love story).

Il protagonista del film, ergo del mio sogno andava in giro con un amico.

Zona balneare, non erano giornate di sole intenso e neppure di divertimento sguaiato, erano in viaggio vuoi per fine esami di maturità vuoi per ferie forzate, insomma erano in giro.

Ricordo scogliere e strade che le percorrono come lunghi serpenti con uno sfondo di grigio azzurro con la luce che filtra dal buco dell’ infinito. L’aria è fresca e ci stanno dei colori verde, spesso, vivo in alcuni momenti.

La spiaggia sono ciottoli, non grossi non piccoli di colore grigetto e bianco, ci sta qualche ombrellone i bagnanti mi dicono che potrebbe essere estate o una tarda primavera.

I due camminano, l’altro incappa in due tipe mentre il io ( ma l’io del sogno) segue subito con lo sguardo la prima delle due. Non avranno un nome sino alla fine.

Capelli color biondo forse castano occhi grandi e azzurri, e quel tuffo al cuore che dice colpito. L’amico aggancia, l’io lo segue, si impaccia ma alla fine spiaccica qualche parola, ne nascono discorsi e passeggiate a fiumi.

L’amico se la spassa alla grande, beve cocktail in un grande gazebo fatto di paglia e di legno in mezzo alla sabbia, le giornate sembrano più solari ma la brezza fresca spazza via tutto.

Passa forse un ora, un giorno o tutta la stagione non saprei ma durante una passeggiata serale si trovano distesi ad amoreggiare. La camera si stacca e corre lontana si vedono soltanto due sagome nere su uno sfondo azzurro elettrico.

E’ perfetto così.

Poi ripartono, non so come l’io si ritrova con lei che deve andare in bagno sembra in una scuola, chiede ad una guardia dietro un gabiotto vestita di verde camicia e caki pantalone se il bagno è libero, ma dice di no. Prova un altro piano ma sembra che confonda il bagno delle donne con quello degli uomini a terra è bagnato chiede aiuto, lei non riesce più a camminare, ancora sangue dal naso ad un certo punto trova come un distributtore di un antidoto ( o forse  è un armadietto ). Lo apre e trova una busta nera, tipo quella delle salviettine. Strappa un lembo dal quale fuoriesce un aghetto che va inserito sotto pelle, le scopre il braccio e le inietta il contenuto. Le voci esterne sembrano ovattarsi, in tutta la scena vi è un senso di incombenza e di impotenza. Ad un certo punto arrivano correndo due persone, una sicuramente è la guardia, che dice è morta -malinconia.

I sensi di Io sono ovattati, sfumati, i colori tendono di nuovo all’azzurro, una guardia o un medico o chissà chi non è definibile avvicina una specie di tubo led ai due, e dice è un androide ed ha l’infezione o sindrome di ……….le parole perdono significato, la vista è totalmente annebbiata, e le voci sono solo rumori lontani e rimbombanti.
Non so se Io sia morto, e chi o cosa fosse quell’androide, ma l’ultima parola che ricordo è qualcosa della serie che mai più avrebbero lasciato sguarniti di antidoti i distributori.

e così mi sono risvegliato.

Piccolo cinema onirico – o ornitorintico –

maggio 8, 2010

E lascio una moneta d’argento ad una signora vestita di rosso ed entra in una sala rivestita di tappeti e arazzi. Ci sta molta polvere. Sento puzza di chiuso. Le pareti vibrano.

Odore di fumo, e la stanza incomincia a girare.

E la musica arriva da dentro, come un carion.

E la moneta rimbalza ovunque, lasciando scintillanti strisce d’argento.

Manca l’aria, ma accendo una sigaretta mentre le pareti vibrano ancora. E guardo un cielo sotto i piedi, sempre più blu e poi nero e ancora viola, e poi azzurro mentre sotto la signora vestita di rosso tira fuori conigli dal suo cappello e corvi scendono come pioggia dal basso verso l’alto.

Non esiste più alcuna gravità, ma solo un lalallalallalal che arriva dalle mie spalle, come cometa di fuoco malinconica fine che si avvicina.  Una scritta al neon mi dice “SAY YES”.

Ed ho la pancia gonfia, e non mi sento un granché in forma. Come se venisse fuori un bolo di bile, però vuoto come una bolla di sapone. Sono queste le mie rime per questo mondo ?

Non insegno io cosa la memoria vuole ricordare, ma lascio solo che ogni sigaretta, ogni bruciatura tornino dietro la mia bocca, per finire nella polvere e nella cenere mentre aspiro.

Forse è meglio che lasci correre i miei deliri e mi appresti a soccorrere: cosa o chi non si sa.

Pace, amore ed empatia.

T:.

Ricordi.

maggio 8, 2010

L’altra sera mi sono ricordato di quanto affiatati fossero mio padre e mio zio.

Mi sono reso conto che non avrò mai un altro zio così e che non avrò mai un cognato così.

Mi manchi zio.

Passeggiando per il deserto

febbraio 26, 2010

desertoSarà periodo di quaresima,ma mi sento esattamente come una persona che se ne va a zonzo nel deserto di se stesso.

Una volta conobbi un beduino, il quale sosteneva che nel deserto non si è perso mai nessuno: semmai capitava che qualcuno non sapesse dove andare.

Sono quelle cose che non si possono capire fino a quando non ci si trova a camminare nel deserto.

Solo che io non vado, sono seduto e aspetto, che il mio amore mi raggiunga.

Strade che cambiano….

febbraio 23, 2010

E se quella volta avessi detto si.
Se avessi accettato l’invito ad andare a fare un tour dell’ Africa ?
Avrei potuto cantare evviva la morte mia, evviva la gioventù.

Caro agli dei è colui che muore giovane; ma io, non sono caro, neppure a loro.

Pace, pensieri ed empatia.

T.

Quando la musica fa piangere

febbraio 22, 2010

natalie imbruglia non ha bisogno di aver messe in evidenza le lacrime.Pare che una lunga serie di eventi catastrofici abbia colpito le nostre eroine della musica: gli ultimi video musicali infatti si accomunano per il pianto triste delle singers:

1. Lady Gaga —-bad romance

2. Black Eyed Pease——–meet me halfway

3. Nataline Imbruglia——want.

Saranno date queste lacrime dal fatto che uno studio di marketing di non ricordo quale agenzia americana aveva stabilito che il pianto di una donna disperata riusciva a far vendere qualcosa in più ?

Cara Natalie, le hai stracciate tutte !

Pensieri che nascono prima contro alcune serie tv di fox, e che poi si espandono verso altre categorie di persone.

febbraio 21, 2010

una macchia d'olio

Preso dai mille e cinquecento pensieri ( non sei un bravo compagno, non sei un bravo professionista, non sei un bravo figlio, non sei un bravo giocatore, e così ad libitum ) ho deciso di combattere la mia innata pigrizia domenicale, di rinunciare in maniera del tutto spontanea alla pennichella del dopo pranzo ( che poi se si può chiamare pranzo un petto di pollo alla piastra con radicchio….) per saltare in sella alla mia bella e andare a prendere un caffè nei verdi campi di quel dì di “sole coperto a tratti con temperature variabili dai 5° ai 9°” che si sarebbero trasformati in -1°/0° durante il tragitto da punto A ————————————————–a punto B.

Oltre ad aver pagato un caffè € 1,50 ( un furto ), mi sono imbattuto nella pubblicità di tale nuova serie televisiva intitolata Glee.

Ad essere sincero, non ho mai visto una sola puntanta di questa nuova serie televisiva: mi è bastato sapere che la Valeria Marini si sentiva anch’essa Glee per farmi desiderare con tutte le mie forze un’azione kamikaze di qualche sfigato che piazza una bomba di antrace sul set, che esplodendo uccide all’istante gli attori, e infetta mortalmente lo staff esecutivo e produttivo.

Nella mia lista nera erano finiti anche Cougar Town e Kylie XYZ (la cui fine è stata decretata dal popolo della rete per manifesta stupidità), mi beavo del fatto poi che Sex & the City fosse stato universalmente riconosciuto come una serie sopravvalutata ( grazie Lew Rockwell) e considerato che il livello di cinismo progressista in tv veniva mantenuto a livelli di guardia  dai simpsons, griffin e american dad , non avevo altro a cui pensare se non mandare una mail di insulti ad Obama.

Ma siccome ogni storia bella deve finire, eccomi travolto da una banda di sfigati che ammorbano la (mia) tv con quella loro sigletta di merda; su youtube girava un video di un ragazzino che per poterla cantare si cacciava un palo in culo…….

Tutto questo veniva pensato mentre maledicevo il bar che mi aveva derubato per un caffè (senza bicchiere d’acqua). E siccome sono uno che si vanta del suo multitasking (respirare, pensare, camminare e parlare tenendo in mano qualcosa mentre ne osservo un’altra) ho potuto notare con amorevole spregio un gruppo di miei consanguinei (per marca) motociclisti: mi fecero ricordare di quella volta ( prima e ultima ) che partecipai ad un raduno di un forum dove ero (e sono) iscritto: l’inizio di questa grande festa si preannunciava, come in ogni tragedia, grandiosa, grandi parole, grandi slogan, tanta simpatia, trecento partecipanti ( che si riduranno a circa trenta ).

Segno la data sul calendario, lucido la moto. Sono pronto ? Sono carico ?, SI!!!!!!

Appena arrivai, la mia mente incominciò a registrare tutti i segnali che dentro di me fecero maturare la certezza che un pomeriggio di relax si sarebbe trasformato in una tragedia fantozziana.

Prima delusione: mi trovo davanti gente più chiusa di un guscio, parlano solo tra loro e nonostante porti i colori del club, vengo lasciato da solo al mio triste destino (possibilità di farsi nuovi amici)
Seconda delusione: l’organizzazione è davvero penosa, non ci sta un accoglienza, non ci stanno i cartellini con i nomi, non ci sta neppure il posto dove incontrarsi (scoprirò dopo che aprirà solo nel primo pomeriggio).
La parte migliore del programma salta all’ultimo secondo perché non erano stati presi gli accordi in maniera corretta.
Terza delusione: in moto eravamo andati in 3, tutti quanti gli altri erano arrivati con la macchina.
Quarta delusione: mi trovo con un gruppo di sfigati che parlano di come si deve posizionare il logo della moto, e commentano delle variazioni sul tema logo negli ultimi 50 anni. Riescono pure a litigare tra di loro.
Quinta delusione: tempo di merda, incomincia a piovigginare (non sale purtroppo) e io ancora mi devo fare altri 70 km di statale per rientrare e sono con l’attrezzatura estiva visto che ancora siamo a Settembre.
Sesta delusione: quando qualcuno si presenta come organizzatore è  per chiedere 35 € della cena, che io verso ligio.

Viene a galla la totale assenza di umorismo. Mi spiego: nel forum si parlava del costa della cena per gli associati ( venticinque euri) e del costo della cena per i puzzoni ( ovvero non associati ) trentacinque euri.

Mi presento, come da invito al tavolo della registrazione: sono tizio e caio della lista puzzoni.
La presidentessa di sto gruppo mi guarda con la faccia da ebete e mi dice “ma non ci sta nessun puzzoni in lista”……..mi sorge il sospetto che questa giornata sia un modo come un altro per far quadrare il bilancio familiare.

Torniamo con la camera a zoomare sul  gruppo degli sfigati. Uno si vanta di bere come una spugna, un altro di poter ballare tutta la notte: ci sono 26 uomini, 4 donne (spose di 4 dei prima citati uomini), 3 bambini, il proprietario del negozio che ci ospita, uno ingessato ( che magari porta pure sfiga ).
Faccio una rapida rassegna mentale degli ipotetici scenari: passo dall’ammucchiata selvaggia di 26 uomini sbronzatisi a morte mentre le donne assistono sconsolate alla scena cercando migliore compagnia nei camerieri, sino ad arrivare ad una cena tipo matrimonio.

Ad un certo punto si presenta una tipa che  non solo è l’unica donna in età da marito ma è pure  single del gruppo e fa la simpatica.

Orpopello !

Mentre cerco di asciugare i sigari seduto sotto una tettoia, vengo travolto da un onda di testosterone con tale impeto che temo di poter rimanere incinto.

Nel frattempo le lancette fanno il loro sporco mestiere mentre  io aspetto l’ora di cena per poter mangiare e levarmi definitivamente dalle palle.

Ma come sanno tutti, quando il diavolo ci si mette fa pentole e pentoloni: il luogo della cena si trova in un posto arroccato in cima ad una collina, manco fosse il Nido dell’ Aquila; aspettare l’ora di cena avvolto dalla noia più dura passi, ma dover andare in una bettola che a detta dell’organizzatore ” si deve stare attenti quando si scende con la moto perché è molto ripido, non ci sono i parapetti sulla strada e l’asfalto è ghiacciato” [ della serie vi invitiamo ad andare ai nostri moto raduni con il taglia erbe ], per poi trovarmi a dover rifare il percorso del diavolo con moto in spalla a mezzanotte, non mi pareva proprio il caso.

Vi è il crollo su tutta la linea: masticando bestemmie, esco dal negozio che ci ospita senza salutare, passo in mezzo al gruppo dei vegliardi che parla ormai da 3 ore della posizione del logo della moto, aggiro l’isola di infoiati, indosso i guanti ( leggeri perché era settembre ), indosso il casco, metto in moto e prendo strada.

Verrò a sapere in seguito che nessuno si accorse della mia assenza, e di quella di altri due [una coppia perdutasi in auto nel tragitto verso la mangiogna]. Sul forum la serata ( una mangiata con suonata di chitarra finale ) è stata descritta come l’avvenimento clou dell’ ultimo decennio.

E tutto questo lo pensai mentre un tizio con una moto come la mia, ma con donna a carico e cilindrata inferiore cercava di superarmi in curva.

Pace, amore e riposo da un fondo di domenica spesso e opaco come una bottiglia di vetro.

sentimenti chitc. ?

febbraio 18, 2010

Cosi capita ogni tanto di sentirmi dire questo.

Ci pensavo stamattina, giusto giusto. Mi interrogo. Saranno semplici i miei sentimenti ? Sarà semplice il mio schema emozionale ?
Boh.

Il fatto sta che se vedo un film che mi piace, con qualche scena di patos mi viene spontaneo (quando sto con lei) se le tengo la mano stringerla.

Mi dice che è chitc.

Ma mi ripongo le stesse domande ogni mattina. E se poi fosse tuttto più semplice di ciò che si pensa normalmente ?

Bah, metto su una foto da cameretta di ragazza anni 80 così giusto per compensare.

Pace.

Non sappiamo mai dove finiamo e dove iniziano

febbraio 16, 2010

Non sappiamo mai dove finiamo noi e dove iniziano gli altri ad essere.

Fino a che punto siamo noi stessi in ciò che facciamo ? Quando subentrano gli altri nelle nostre azioni ?

E quanto siamo noi alla fine ?

A questo pensavo l’altra sera, mentre sentivo il dolore stringermi l’anima e strizzarla come uno straccio, prima di essere ammonito di non uscire con frasi da pseudo filosofo….io che alla filosofia gli davo del voi.

Bye bye Bombay.

Sogni

gennaio 20, 2010

Ascolto frank zappa suonare e dirigere stairway to heaven, e penso alla giornata di oggi, passata come una banale giornata qualunque.

Ma chi erano quelle persone che ho visto oggi ? Cosa volevano ? Da dove sono venute ? Ammassate davanti al bancone di una ricevitoria inseguendo il loro personalissimo sogno italiano che ti vuole vincitore alla lotteria e salvo per tutta la vita tua, e di qualche parente prossimo.

Gli americani hanno avuto il loro sogno, hanno cavalcato la loro onda. E noi ?

Siamo usciti dagli anni 90 devastati, senza alcuna spinta emozionale se non quelle forcaiole di fascisti travestiti da giuristi: ecco cosa è il popolo italiano un boia che sogna la forca perché non ha mai avuto la capacità di esprimere un’alternativa.

Tutti uguali e allineati. Attenti…riposo.

Ci sono giornate che passo guardando il giornale, e penso che con una dovuta attenzione si possa pure scorgere dove si è infranta la nostra.

Mentre intere generazioni di spaventati esseri umani cercano e rincorrono l’autorità che garantisca loro la coperta calda e sicura sotto la quale nascondere la merda.

Tanto con il passare del tempo anche il tanfo diventa profumo. Basta abituarcisi.

Pace, amore ed empatia.

T.

natura umana

gennaio 19, 2010

E’ la natura umana che ci porta ad essere schiavi. Siamo schiavi della carne, siamo schiavi delle necessità.

Mio cugino, in cerca di qualcosa è partito all’improvviso per l’India  un anno di meditazione…..un modo di fuggire ? Non saprei, spesso dicevo parlando di me stesso, no, non capiterà a me di finire in mezzo al sistema.

E poi, guardo lui, guardo me e mi rendo conto che siamo uguali. Siamo entrambi schiavi dello stesso sistema. Ne parlavo l’altra sera con un vecchio libro, cercando una soluzione.
Mangiare meno ? Ma sempre di cibo hai bisogno.
Vestirsi con quello che capita ? ma alla fine sempre di tessuto hai bisogno e se non lo produci da solo hai bisogno di chi lo fa per te.
Andare a vivere come un eremita ? Un estremo. Vivere da qualche dove la gente è più semplice ? Mi ritroverei in qualche comunità farcita di regole o non regole, o peggio in una comunità che lavora per diventare come siamo noi oggi.

No way.

Penso che siamo tutti quanti schiavi con una sostanziale differenza: ci sta chi lo riconosce e cerca di rendere meno dura la sua condizione, e chi si illude di poter essere libero in questa società e che è condannato a vivere peggio.

Per quanto riguarda me non ho più un nome io sono guerra.

Avatar e Pocahontas

gennaio 5, 2010

Cosa accomuna il filmone dell’ anno con Pocahontas ?

Tutto tranne ad eccezione fatta della fantascienza……le idee sono finite.

Libri per nuovi ventenni

dicembre 17, 2009

Ho finito di leggere (per una forma di impegno personale) un libro di Moccia; vorrei ricordarmi il titolo ma in verità sarebbe più giusto dire i titoli.

Perché ho trovato le sue “opere” in diversi contesti, ed ho iniziato a mettere insieme un paio di pagine di questo e di quello, e incredibilmente riuscivo a seguire la trama: come se fossero tutti quanti protesi di un unico filone (quasi). E in questo delirio letterario, mi trovo a confrontarmi con una collega più verso gli anta che gli enta la quale difende a spada tratta questo nuovo filone.
Anzi, sostiene che abbia riacquistato nuovi stimoli…….un poco vergognosa dice di aver messo anche lei un lucchetto al povero lampione (poi divelto dal peso stesso dei lucchetti) del ponte romano.

E io che sono curioso, ho ascoltato, ascoltato, ascoltato e dopo 20 minuti e una crisi di diabete ho pensato:

MA A ME, ME PARE NA STRUNZATA.

crescere, crescere…….

Evoluzione

novembre 26, 2009

Senza predatori sopra le nostre teste, ci moltiplichiamo.

e parallelamente diminuisce la nostra intelligenza diffusa.
Quanti di voi sanno riparare o creare 1/4 degli oggetti che si usano ogni giorno.

Irreversibilità.

perché lo hai fatto ?

novembre 3, 2009

Leggevo stamattina le tue ultime lettere inviate a quello che fu il tuo ragazzo. Chiedevi pietà, eri pronta a dire tutto e il contrario di tutto. Dicevi che non resistevi in quell’ inferno. Tu donna d’acciaio, tu porta bandiera di idee rivoluzionarie, tu che hai urlato a tua sorella che Biagi doveva essere prima torturato.

Mi dispiace che tu ti sia uccisa, avrei preferito saperti prigioniera di quel lager ogni giorno sino alla fine. Avrei voluto saperti sofferente, distrutta e portata alla lucida pazzia.

Quante cose cattive avrei voluto per te, assassina. Dove era andato a finire il tuo sguardo fiero ? Dove stava lo sprezzo dimostrato al processo ? Cellula malata di una metastasi che si chiama comunismo.

Mi consola il fatto che ce ne sta uno in meno, anche se ciò non riporterà indietro il grand’uomo che era il prof. Biagi

 

certe cose non le capisco e forse mai le capirò.

ottobre 13, 2009

Il Presidente della Repubblica Napolitano oggi dichiara che da quando era Ministro degli Interni ha assunto il ruolo di uomo delle Istituzioni e non di partito e per fare un esempio, all’epoca cambio’ idea sull’utilità dei prefetti.

Mi chiedo, ma se era in un partito e rappresentava un programma, e venne eletto con quel programma o non valeva nulla il programma oppure aveva qualche riserva mentale.

Così potrei chiedere al senatore De Angelis, o a tutti quelli che sono duri e puri prima di arrivare nella stanza dei bottoni……….

Ma almeno abbiamo un presidente super partes.

e’ sempre tempo….

settembre 22, 2009

per reimparare a vivere…..

 

is time like this………

sono sempre stati mentali

settembre 21, 2009

a disegnare il nostro destino.

A noi l’illusione di poter scegliere, senza sapere che la chimica sceglie sempre per prima.

E se vogliamo scappare, dobbiamo avere il coraggio di guardarci allo specchio: Dorian lo aveva nascosto. E io ?

non servo.

Donnie Darko

luglio 15, 2009

Riguardo il film e mi prende un grosso magone quando cerco di capirlo.

Pensieri e altalene

giugno 3, 2009
altalena nel vuoto

altalena nel vuoto

Ci sono i pensieri che come un altalena fanno su e giù, arrivando a comporre capriole mortali a 360° come se una vecchia suonasse un carion.

subtitles

maggio 31, 2009

Come vento,
correggi tu se questo è malato
si muove dentro, senza accendere
luci.
E pulsa come luna senza raggi
colpevole di quello che hai fatto
senza attenzione.
Rumore.
Rumore.
Rumore.
Senza altro pensare
vento che scorre.
Fresco mentre bruci.

Come frammenti

maggio 29, 2009

Come frammenti di specchio che galleggiano sopra un grande specchio di acqua, le nostre immagini si spostano completando e creando sempre nuove figure.

In mondi limitati dall’ampiezza dei nostri cocci.

quando prende la nostalgia

maggio 12, 2009

succede.
Arriva, non bussa e si presenta: come un ospite indesiderato.
E si porta dietro non solo una sacca lercia di ricordi e di sensazioni, ma anche stivali sporchi di terra.
La terra della strada che ha percorso per raggiungerti.
Vorresti spaccargli la faccia, peccato che quella faccia sia la tua.

La morte la vita e i riti di entrambi.

aprile 10, 2009

Guardo distratto in tv le scene del funerale dei morti in Abruzzo.

Canti e salmodie salgono in cielo, e mi sembra di vedere una scena di altri tempi quando con i canti e la memoria collettiva, si cercava un perché al dolore e alla separazione.

E mi sembra sempre più plausibile la soluzione che non esiste nulla al di fuori di ammassi organici destinati alla decomposizione.

mentre passa la sera

marzo 9, 2009

Ti accorgi di stare seduto sul burrone, e senti i lividi pulsare all’ improvviso.
Come se tutte le botte del mondo venissero a reclamare attenzione simultaneamente.

E canticchi delle due rune d’argento mentre solo senti l’odore del sangue.

Solitudini inverse

febbraio 26, 2009

E’ di solitudini inverse che il mondo vive. Di chi sa fare cose straordinarie ma è incapace di vivere l’ordinario, e di chi vive l’ ordinario incapace di essere ciò che è.

E ogni tanto ci si investe con noi stessi facendo un inversione ad U

Errori

gennaio 21, 2009
memoria

memoria

Cancellature per errori.
Il mio blog ne è pieno. Di grammatica, di punteggiatura, di frasi.
Ogni genere di errore è stato commesso spesso consapevolmente, seguendo una fretta immotivata, altre volte per distrazione.
Volevo tornare indietro per risistemare tutto, dicono che le idee perdano forza se dette male, ma poi sarebbe come fare un lifting (volevo scrivere restyling ma non mi ricordo come si scrive e amen).
E la vita non permette cancellature per gli errori.
Quando ti va bene cambi pagina, ma gli errori rimangono sempre lì a imperitura memoria.
Ci si mette pure qualche stronzo della tv a citarti come esempio negativo.
Qualcuno allora più furbo si è inventato la storia che gli errori non esistono e che tutto è sempre bene.
Stronzate buoniste e per il mio modo di vedere insulse.
Un errore è sempre lo stesso.
Ma chi può mettere rimedio agli errori nei quali indugiamo a causa della formazione culturale, sociale nella quale siamo cresciuti.
A chi è ascrivibile la colpa ?
Alla fine sempre e solo a noi stessi.

E passo giornate a provare bianchetti e gomme.

Senza pace, senza amore e senza empatia dal centro di un animo massacrato.
C.

Esplosioni di energia

dicembre 22, 2008
esplosioni

esplosioni

Quando i bassi partono sul rullante, e gli occhi si illuminano quel secondo  che indica connessione on..

 l’ anima è connessa,  linkata con il sistema emozionale.

E mi piace portare tutto quanto al livello di sovraccarico fino a quando o non salta il sistema di sicurezza o non esplode tutto il kaos che hai dentro.

e qualche volta nascono pure  nuove stelle.

we are brother ( once time )

dicembre 19, 2008

Questo dicevamo.
In questo credevo.
Con questo sono cresciuto (…senso spietato di un non ritorno…)

E ci penso, ogni giorno, quando mi giro cercando attorno me quelli che chiamavo amici e che mi hanno chiesto il feroce coraggio di dover dire addio.

Tutti cambiano mi è stato risposto.
Cambiano le persone ma non ciò che ci portiamo dentro.

La resa non è un opzione, ho risposto spegnendo la luce.

anche se alcune volte avrei voluto saperla considerare tale.

Anche io vorrei capire l’ arte ma poi mi faccio da parte.

dicembre 17, 2008
bah...
bah…

Leggo di questa mostra fotografica un poco ovunque.
Non avevo mai avuto il tempo di cercare qualche foto.
E le trovo oggi sul sito di Repubblica.

Finalmente penso: sfoglio avido le pagine virtuali, fuori la prima, la seconda la terza, via la quarta……..
PERPLESSITA’
Il nulla.
Non vedo nulla.
Non mi trasmettono nulla.
E ci sta un mondo che delira dietro a queste foto.
O non capisco.
O sono nulla.
Le foto o il mio senso dell’ arte, non saprei.
Ma nel frattempo mi godo la fortuna di riuscire a sentire nulla ( davanti a foto così).
Pace, amore e opere d’arte.

analisi da rapporto di minoranza

dicembre 13, 2008

e’ la ripresa di una macchina da presa che entra in una scena velocemente dove tutto si muove a rallentatore. L’ occhio dello spettatore si ferma su dei particolari, l’ immagine si perde nei colori e i suoni arrivano come in dolby surround.

Sono i flash della memoria, che entrano a fondo nell’ anima e vanno a scovare i particolari più nascosti per dare un sapore ai ricordi del presente.

E assapori ogni goccia di dolore.
Goccia dopo goccia.
Attimo dopo attimo.

Mentre l’ acqua tremula si agita dentro un bicchiere e il fumo del sigaro sale in alto.

Pace, amore ed empatia.

T.

Un minuto

dicembre 10, 2008

un minuto come un ora come un giorno o forse piu’
un minuto anche stasera per dimenticare
un minuto un minuto per sempre…
un minuto per reagire con la testa o il cuore
un minuto per odiare e non perdonare piu’
un minuto un minuto per sempre…

un minuto di silenzio l’occhio si illuminera’
un minuto per favore per rimuovere il male
un minuto per pensare alla morte e ridere
un minuto un minuto per sempre…

un minuto come un ora come un giorno o forse piu’
un minuto anche stasera per dimenticare
un minuto ancora uno e poi m’addormentero’
un minuto un minuto per sempre…

Corsi e ricorsi

dicembre 5, 2008

Tutto torna da dove abbiamo cominciato, e quando viene giù la neve allora capisci che tutto è un continuo ripertersi che si rinnova. Anche i problemi, specie quelli irrisolti.

Forza frank .

In un mondo che….

novembre 24, 2008

In un mondo che
non ci vuole più
il mio canto libero sei tu
E l’immensità
si apre intorno a noi
al di là del limite degli occhi tuoi
Nasce il sentimento
nasce in mezzo al pianto
e s’innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d’amore di vero amore
In un mondo che – Pietre un giorno case
prigioniero è – ricoperte dalle rose selvatiche
respiriamo liberi io e te – rivivono ci chiamano
E la verità – Boschi abbandonati
si offre nuda a noi – perciò sopravvissuti vergini e limpida
è l’immagine – si aprono ormai – ci abbracciano
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore di vero amore
E riscopro te
dolce compagna che
non sai domandare ma sai che ovunque andrai
al fianco tuo mi avrai
se tu lo vuoi
Pietre un giorno case ricoperte dalle rose selvatiche
rivivono ci chiamano
Boschi abbandonati e perciò sopravvissuti vergini
si aprono ci abbracciano
In un mondo che
prigioniero è
respiriamo liberi io e te
E la verità
si offre nuda a noi
e limpida è l’immagine ormai
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore e riscopro te

 

 

Sono solo momenti.

novembre 20, 2008

Mille momenti messi uno dietro l’altro fanno una vita, mai abbastanza e sempre peggiore di quella di qualcun altro.
Perché non si è in grado di cogliere il bello di ciò che si è vissuto ? Forse perché è più facile pensare di non essere mai arrivati al punto di poter dire “bene”.

Sono un professionista in questo.

I momenti passano, salvo poi ripresentarsi un giorno alla porta e dire ti ricordi di me ?
E in tanto ne passano altri, mentre si cerca di capire il passato quello presente e non si ha mai troppo tempo per il futuro; questo mentre arriva l’ennesima telefonata e ad un certo punto ti fermi a riflettere sul fatto che non hai tempo per una birra, per una telefonata e che in fondo hai preso una strada diversa da quella che avevi pensato.
Le nuvole passano rapide sulle nostre teste, con buona parte della nostra vita salvo poi fermarsi ad un punto per dirti che è finito il giro.
O almeno una parte del giro.

this is a game

 

Ascoltanto numb degli U2.

                                                                                      Pace, amore e tempo che passa.
                                                                                                               T.

 

 

Nota per chi leggerà e penserà che vivo nel passato o nei ricordi: non è così quindi please don’t smerigliat my balls.

Burlesque – ma a me me pare nu strunzata….

novembre 19, 2008

 Così secondo qualcuno, questa nuova moda del Burlesque è approdata in Italia facendo furore tra gli italiani.

Che avranno tanti difetti ma di certo non quello della caduta del gusto; perché nonostante tutto siamo ancora un paese dove il bello è facile trovarlo in natura.
E ho difficoltà a pensare ad un orda di uomini che sbava dietro a una che ha bisogno di un caterpillar per struccarsi e che assume pose bambolesche.
Ho difficoltà immaginare l’italica progenie perdere la testa per due stelline sopra i capezzoli o avere la pazienza di aspettare 45 minuti per vedere venir via la gamba di un collant.

Per non parlare poi del dubbio gusto della lingerie: ma sono andati a trovarla in un bordello francese fine ottocento ?
Leggevo da qualche parte che il burlesque nasce come parodia di uno spogliarello, una specie di zelig per i poveri e che qualche industria di intimi ci abbia investito sopra un poco di soldi.

E’ più facile credere questo piuttosto che pensare a Ditta Von Tesse come esempio di sensualità ed erotismo.

Pace amore e feticismo, da un animo bucolico.

werewolf

novembre 6, 2008

non accetto la resa

non depongo le armi

prima di avermi

dovran venire a cercarmi.

ricominciare a fluire.

ottobre 23, 2008

 

come si fa ?

Caro agli dei chi muore giovane.

ottobre 5, 2008

E sono gli dei che ti concedono di poter guardare per un attimo al di là del velo prima di scaraventarti di nuovo con il muso per terra, senza alcun ricordo di ciò che hai visto.

Pensieri perduti nell’ isola che non c’e’.

ottobre 5, 2008

Ieri notte sono rimasto a guardare il soffitto prendere forme diverse scomporsi e ricomporsi secondo il flusso dei pensieri e li ho perduti.

Ho perduto i miei pensieri.
Ricordo di avere messo insieme un intero discorso. Andato.

E mi viene da chiedere se sono io che penso o se lo fa qualcuno per me.

Sangue e Culo

ottobre 3, 2008

E’ questione di sangue.

Nel nostro sangue, ci sta la storia di chi siamo stati e di chi siamo.

Nel nostro sangue, ci sta la vita di chi c’e’ l’ ha concessa prima che noi avessimo potuto solo pensarlo.

Nel nostro sangue, ci sta la fortuna di chi ha scampato cadute, bombe, guerre, fami e carestie.

Siamo il frutto dei più fortunati, che hanno superato tutta la storia per arrivare a noi oggi, degli altri non sapremo mai nulla perché non sono mai stati.

E’ questione di sangue.

e anche di culo

Mano nella mano

settembre 29, 2008

 

colonne Palazzo Ducale

colonne Palazzo Ducale

 

quel giorno camminavamo, uscendo dal cattivo tempo guardando il sole

Trasformare la realtà

settembre 27, 2008

 

Ho sentito in un intervista Allevi spiegare alcuni suoi metodi compositivi. Racconta in questa intervista (che anticipa il suo prossimo album) come abbia creato una scala di traduzione tra i diversi elementi che lo circondano e la musica.

Ogni colore corrisponde ad una nota, ogni gruppo di parole corrisponde ad un suono e così via. In diretta trasforma una poesia in musica.

Ne sono affascinato.

Anche io trasformo la realtà in note dentro la mia testa. Ascolto intere Opere Armoniche che suonano delle volte, stridono altre e al centro ci sta il nulla tutto è una grande autogestione.

E’ così che mi piace: la chiamo libertà. Siamo a Settembre e uso ancora le scarpe aperte, noto le facce delle persone che sono attirate dai miei piedi.

Leggo i punti interrogativi sulle loro teste: mi dispiace solo che non esista una scarpa aperta per l’ inverno. Amo avere il piede libero.

E in questo e in altri pensieri mi perdo mentre canticchio dentro un lalalallalallalalà che si alterna al tutump tutump.

I diari della motocicletta

settembre 26, 2008
i diari della motocicletta
i diari della motocicletta
Tony Daniels: «È come se qualcuno facesse un film su Adolf Hitler descrivendolo come un vegetariano che amava gli animali e voleva combattere la disoccupazione. Sarebbe tutto vero, ma piuttosto poco pertinente».
il vero volto del rivoluzionario
il vero volto del rivoluzionario

lo preferisco così.